Cosa è la termostufa?

Un mondo a tanti sconosciuto ma che consente un risparmio economico e il rispetto per l’ambiente

Cosa è la termostufa? - Un mondo a tanti sconosciuto ma che consente un risparmio economico e il rispetto per l'ambienteQuando ci si accinge a ristrutturare la propria casa, capita di doversi confrontare con nuove soluzioni impiantistiche, improntate al rispetto dell’ambiente ed al risparmio energetico.

 

Le termostufe, vengono utilizzate per riscaldare la casa, hanno uno scambiatore di calore che consente alle stesse di essere collegate all’impianto di riscaldamento a termosifoni della casa, od anche all’impianto della acqua calda sanitaria. Praticamente oltre a portarci in casa una stufa, ci compriamo anche una caldaia, che invece di andare a gas va a legna o con il pellet.

 

Se accompagnata con un boiler termoelettrico, ed ad una cucina a induzione, è possibile eliminare il contratto di fornitura del gas. Un risparmio economico, rispetto per l’ambiente, ed oltre agli incentivi fiscali si è in grado di migliorare la classe energetica del proprio immobile.

 

Le termostufe possono essere installate all’interno della propria casa, esistono quelle che vanno a legna e quelle a pellet, quelle a legna comportano un maggior impegno di tempo per caricarle e pulirle rispetto alle termostufe a pellet. In qualsiasi caso con le termostufe a pellet il risparmio economico è garantito, hanno anche  migliori valori di rendimento e di emissioni (10-50 mg/Nm3), rispetto alle tradizionali stufe. Esiste invece chi è contrario all’uso del pellet, ovviamente la mia opinione positiviva è personale. Voglio solo ricordare che quando ero giovane sconsigliavano l’uso della luce al neon perchè faceva male agli occhi, sappiamo tutti che la verità era un’altra, erano talmente efficienti che le concorrenze denigravano queste lampade inventando falsità e creando paure.

MUNICO ®

MUNICO è un Marchio registrato dal 2005, Il Marchio è di proprietà esclusiva di Enrico Thanhoffer che può autorizzare l’utilizzazione del Marchio da parte di soggetti terzi, che ne facciano richiesta, definendo termini, modalità e limiti di tale utilizzazione. è fatto divieto di utilizzare il seguente marchio senza il mio consenso.

Estratto della Legge

Diritti del registrante

Estratto dal Regio decreto 21 giugno 1942, n. 929 (in Gazz. Uff., 29 agosto, n. 203). – Testo delle disposizioni legislative in materia di marchi registrati

Articolo 1
1. I diritti del titolare del marchio d’impresa registrato consistono nella facoltà di far uso esclusivo del marchio. Il titolare ha il diritto di vietare ai terzi, salvo proprio consenso, di usare:
a) un segno identico al marchio per prodotti o servizi identici a quelli per cui esso è stato registrato;
b) un segno identico o simile al marchio registrato, per prodotti o servizi identici o affini, se a causa dell’identità o somiglianza fra i segni e dell’identità o affinità fra i prodotti o servizi, possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni;
c) un segno identico o simile al marchio registrato per prodotti o servizi non affini, se il marchio registrato goda nello Stato di rinomanza e se l’uso del segno senza giusto motivo consente di trarre indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio o reca pregiudizio agli stessi.
2. Nei casi menzionati al comma 1 il titolare del marchio può in particolare vietare ai terzi di apporre il segno sui prodotti o sulle loro confezioni; di offrire i prodotti, di immetterli in commercio o di detenerli a tali fini, oppure di offrire o fornire i servizi contraddistinti dal segno; di importare o esportare prodotti contraddistinti dal segno stesso; di utilizzare il segno nella corrispondenza commerciale e nella pubblicità (1).
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1, d.lg. 19 marzo 1996, n. 198.

 

Cupola Santa Maria Del Fiore a Firenze

In un racconto del Vasari scopriamo che, nonostante siano passati 600 anni, nulla è cambiato nel rapporto tra operai e datore di lavoro

Fu costruita tra il 1420 e il 1436 su progetto del Brunelleschi, lo stesso si interessò oltre al progetto anche all’organizzazione del lavoro, disponeva le indicazione agli operai e li pagava.

Un giorno, racconta il Vasari, successe che “gli operai, pur intenti gagliardamente all’opera e pur pagati doverosamente, se la presero per certi rimbrotti e per certe sfuriate, del Maestro”.

Decisero di scioperare, vennero subito licenziati e furono sostituiti da operai lombardi.

I licenziati se ne pentirono, chiesero scusa al Maestro, che li tenne sulla corda e poi li riassunse a salario ridotto.

Isolamento termico degli edifici

Il vero problema è la rugiada

Quando riscaldiamo le nostre case, in realtà stiamo riscaldando l’acqua contenuta nell’aria, l’aria calda va verso l’alto perchè l’aria calda è più leggera.
Cercherò di essere semplice perchè la materia è molto complessa.
Normalmente le nostre case hanno una temperatura interna invernale di 20° mentre all’esterno ad esempio di 5°.
Tra i 20 e i 5 gradi vi è un salto termico, per cui all’interno dei nostri muri si creano zone a temperatura variabile, la zona che ha la temperatura di rugiada condensa (ricordate quando si forma la rugiada sui prati per lo sbalzo termico notte giorno).
Durante il giorno le temperature della parete variano, poi subentrano altri fattori che influenzano, ma come ho premesso voglio essere semplice.
Se noi rivestiamo il nostro muro con un isolante esterno, si dice in edilizia che abbiamo fatto un “cappotto”, capirete chiaramente che se non è fatto bene la rugiada si concentra in alcune zone e crea le muffe.
Il cappotto ha altri problemi, gli edifici storici di cui non possiamo cambiare il prospetto, oppure la frammentazione delle proprietà condominiali che non consentono di raggiungere accordi.
Una possibile soluzione è quella di fare un “cappotto” interno, dove ogni proprietà condominiale valuta in modo autonomo come agire.
In questo caso, sempre per il problema della rugiada, bisogna fare attenzione al materiale isolante che si usa, il problema è la permeabilità all’aria dell’isolante.
Anche in questo caso si rischia di creare umido o muffe.
E’ tutto molto complesso, comunque il problema maggiore è proprio l’acqua di condensa per il salto termico o la poca permeabilità del materiale usato.
Quindi il vero problema per isolare bene è pensare a come si comporterà la rugiada.